Progetto
Articioc
Il progetto ARTICIOC nasce per recuperare, conoscere e valorizzare la biodiversità di carciofi e cardi lombardi, due colture strettamente affini e caratterizzate da un’ampia variabilità.
Le prime indagini sul territorio e le fonti storiche suggeriscono la presenza di ecotipi locali ancora poco conosciuti, in particolare nell’Oltrepò Pavese e nella riviera gardesana, con ulteriori segnalazioni in diverse aree della Lombardia.
Obiettivo
L’obiettivo è recuperare e caratterizzare la biodiversità esistente di carciofi e cardi lombardi, individuando eventuali ecotipi con caratteristiche distintive e una propria identità territoriale.
Il progetto intende inoltre approfondire le potenzialità di queste specie mediterranee come colture integrative o alternative alla vite, anche in relazione alle nuove condizioni determinate dai cambiamenti climatici.
laboratorio
La biodiversità in campo
Il cuore delle attività è il campo collezione della Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste (PV), avviato nell’ambito del progetto NODES del PNRR con il coinvolgimento dell’Università di Pavia.
La collezione, che comprende circa 10 ecotipi locali lombardi e materiale di confronto, costituisce un laboratorio a cielo aperto per lo studio, la comparazione e la caratterizzazione delle diverse accessioni.
soluzioni
Recuperare, studiare, conservare
Il progetto prevede la ricerca e il recupero di ecotipi locali sul territorio lombardo, la loro coltivazione e caratterizzazione e il confronto tra i diversi materiali raccolti.
A queste attività si affianca la conservazione del germoplasma: per il carciofo attraverso il mantenimento delle piante in campo e, per il cardo, anche attraverso la conservazione dei semi in Banche del Germoplasma, come quella gestita presso il DSTA dell’Università di Pavia.
ARTICIOC permetterà di costruire una conoscenza più completa della biodiversità lombarda di carciofo e cardo, identificando e preservando eventuali ecotipi di particolare interesse.
I risultati potranno costituire la base per la tutela e valorizzazione di nuove risorse genetiche locali, favorendone la conservazione e aprendo nuove prospettive per la diversificazione delle produzioni agricole e l’adattamento ai cambiamenti climatici.